Copia di Senza titolo (5)

La creazione e la distruzione dell’universo, il metabolismo e il catabolismo nell’organismo sono tutti regolati attraverso AGNI.

Agni rappresenta la divinità vedica del fuoco che incarna ogni sua manifestazione, da quella cosmica degli astri a quella domestica fino al fuoco metabolico. Una rappresentazione ampia ed originale presente nella tradizione popolare di ogni etnia presente sulla terra. I romani lo indicavano con IGNIS il fuoco vero e proprio, inteso come elemento infiammabile, che arde, che brucia e che cucina.

Anche se nel pantheon vedico AGNI assume talora la forma di un uomo barbuto o con due teste, che regge una fiamma, non è una divinità del tutto antropomorfica in quanto viene concepito come un potere indomabile, onnipresente, saggio, senza età.

AGNI, letteralmente “fuoco”, indica il fuoco digestivo che con il suo potere di trasformazione ha il compito di favorire l’elaborazione e l’assimilazione dei nutrienti contenuti nel cibo (Ahara) da cui la forza del corpo (Bala) dipende. 

Secondo le conoscenze della medicina occidentale tutti i processi di trasformazione e produzione di energia sarebbero paragonabili al lavoro degli enzimi. 

Nell’Ayurveda, il termine “AGNI” rappresenta la digestione del cibo ed il metabolismo. Accompagna tutti i cambiamenti compreso l’assorbimento del cibo, l’assimilazione della percezione sensoriale e delle esperienze emotive e mentali.

E’ uno dei dieci fattori che devono essere esaminati prima di iniziare una terapia a base di fitorimedi e/o di trattamenti come l’ Abyhanga (massaggio), il Nasya (terapia basata sull’instillazione nelle cavità nasali di oli medicati), lo Shirodara (massaggio prodotto da un flusso continuo di olio tiepido sopra la fronte), il Basti (ritenzione di olio medicato in varie regioni del corpo, comprende anche i clisteri), …

Uno dei più importanti prende il nome di JatharAgni che agisce nello stomaco, nel pancreas e nel tratto intestinale; non è percepibile, ma è tuttavia potente, sottile e minuto.

Le secrezioni di questi organi (che comprende: acido cloridrico, bile, succo pancreatico ecc…) sono i suoi veicoli e provvedono alla demolizione degli alimenti appena assunti, rendendoli assimilabili durante i successivi processi di digestione. E’ la principale fonte di calore all’interno del corpo. 

Mentre ai BhutaAgni, che sono cinque, uno per ogni elemento (aria, etere, fuoco, acqua e terra) e localizzati principalmente nel fegato, si attribuiscono le capacità di trasformare il cibo demolito o chilo, rendendo gli elementi di cui è composto omologhi e quindi assimilabili agli elementi presenti nell’organismo. 

Le ultime fasi del processo iniziato da JatharaAgni,, prevede la presenza dei Dhatu Agni, sette gruppi di enzimi che sintetizzano i tessuti (dhatus). Ad ogni fase di trasformazione del cibo per opera dei vari gruppi di enzimi si formano i corrispondenti prodotti di rifiuto fisiologici come feci, urine, peli… conosciuti con il termine sanscrito di mala.

“Agni viene alimentato dal cibo e dalle bevande, senza questi si riduce”. Caraka Samhita, Sustrasthana 27, 342

“La durata della vita, la carnagione, la forza, la salute, le capacità del sistema immunitario, l’energia, la termogenesi ed il soffio vitale, dipendono tutti da Agni

Se questo fuoco si estingue, si muore, se funziona appropriatamente si vive a lungo liberi da malattie e se si squilibra ci si ammala. E’ la causa principale (mula) di tutto”. Caraka Samhita, Cikitsasthana 15, 3-5

La condizione in cui si trovano i dosha (vata, pitta o kapha), che rappresentano gli elementi che costituiscono la nostra fisiologia e la nostra psiche, influenzano tutte le funzioni che si svolgono all’interno del nostro organismo, per tale motivo anche quella digestiva dipende dal loro stato.

Come conseguenza, qualora ci fosse lo squilibrio di uno o più dosha, la funzione di AGNI potrebbe essere alterata determinando i 3 stati, ognuno con caratteristiche ben precise. Quando i tre dosha sono in equilibrio si avrà un Samagni.

Samagni – Rappresenta un fuoco digestivo caratterizzato da un buon appetito che è facilmente soddisfatto da normale cibo. Le funzioni digestive sono appropriate; senza produzione di gas ed assenza di coliche e costipazione. L’assimilazione del cibo avviene correttamente ed al momento giusto. Tutto ciò aumenta così le qualità dei tessuti (Dhatus)  

Vishamagni – Rappresenta il fuoco digestivo variabile poichè disturbato da uno squilibrio di Vata dosha. Generalmente si alternano periodi con forte appetito a quelli con perdita di appetito o dimenticanza di consumare cibi. Le conseguenze sono stitichezza, gonfiore addominale, dissenteria, dolori dovuti a coliche intestinali.

TikshnagniRappresenta il fuoco digestivo disturbato da uno squilibrio di Pitta dosha. AGNI è più elevato del normale, la digestione è veloce e si possono verificare episodi di appetito eccessivo e desiderio smodato di cibo.  Quando il cibo viene digerito, la gola, la cavità della bocca e le labbra si seccano e compare una sensazione di bruciore ed una sete insaziabile. Un calore eccessivo pervade anche l’esofago e lo stomaco provocando dolori e bruciori, che compaiono più spesso nei periodi di digiuno.  Tuttavia, il sistema immunitario è molto attivo e determina una buona protezione contro le malattie. 

Mandagnimand” significa lento. Qui il fuoco digestivo è disturbato dallo squilibrio di kapha dosha.  Ci troviamo di fronte ad uno scarso appetito, metabolismo lento e tendenza a prendere di peso nonostante il consumo ottimale di cibo. Coloro che presentano un Mandagni mangiano molto poco e non sono in grado di digerire la più piccola quantità di cibo. AGNI digerisce la minima quantità di cibo impiegandoci molto tempo. Le conseguenze sono: nausea, vomito, muco, catarro, congestione, pesantezza di stomaco, pigrizia, tosse, patina sulla lingua e salivazione eccessiva.

Le funzioni di AGNI vengono alterate da: 

DIGIUNO PROLUNGATO

ECCESSO DI CIBO

MANGIARE PRIMA CHE IL PASTO  PRECEDENTE SIA DIGERITO

MANGIARE IN MODO IRREGOLARE 

MANGIARE TROPPO VELOCEMENTE O TROPPO LENTAMENTE

PARLARE, VEDERE LA TELEVISIONE, LAVORARE AL COMPUTER DURANTE I PASTI

CIBO ABBINATO IN MODO NON CORRETTO (pesce e latte, latte e sale, cibo caldo e freddo nello stesso pasto, banana e latte, banana e yogurt, riso e limone, ghee e miele in eguale quantità…)

CIBO NON SANO (adatto)

SOPPRESSIONE DEI BISOGNI NATURALI

DIFFICOLTA’ DI ADATTAMENTO A LUOGO, CLIMA E STAGIONE

EMOZIONI COME LA COLLERA, PREOCCUPAZIONI E DOLORE

Tuttavia, la digestione può essere disturbata oltre che dai cibi non adatti anche dai disturbi della mente, come riportato nelle affermazioni contenute nei testi classici della tradizione ayurvedica. 

“Anche il cibo sano, preso in quantità appropriate, non viene digerito appropriatamente quando l’individuo è afflitto da passione (desiderio), collera, avidità, confusione (incapacità di discernere), gelosia (invidia), vergogna, sofferenza, vanità, agitazione o paura”. Ca.Vi. 2, 8-9

Quando Agni non svolge le proprie funzioni nel modo corretto viene prodotto Ama (tossine).

Le poche righe che seguono riassumono bene le conseguenze di un AGNI alterato e delle possibili conseguenze.

“Tutte le malattie sono causate da Ama. Le malattie congenite iniziano con la formazione di Ama, le malattie acquisite finiscono per produrre Ama. Ama può raggiungere qualunque punto del corpo e di solito vengono colpiti gli organi che si trovano in una condizione di debolezza”

“Si può ingerire del nettare ma se non lo si può digerire in modo adeguato questo è in grado di trasformarsi in veleno”

Secondo l’Ayurveda Maharishi, l’uomo e l’Universo hanno origine comune: ciò che esiste all’interno dell’uno esiste anche all’interno dell’altro.

“Yatha Pinde Tatha Brahmande” Com’è il microcosmo, così è il macrocosmo

E proprio secondo questa visione cosmogonica che la potenza di Agni (fuoco interno) all’interno del nostro organismo è tanto maggiore, quanto maggiore è l’influenza del sole (fuoco esterno) sulla terra. Di conseguenza il periodo della giornata più favorevole per la consumazione del pasto è proprio quello che va dale 10.00 alle 14,00, all’interno del quale si dovrà mangiare almeno la metà del cibo assunto durante la giornata.

Quindi, secondo i principi ayurvedici, promuovere il corretto funzionamento del fuoco digestivo è la chiave principale per la prevenzione ed il trattamento di tutte le patologie.

Dott. Federico Calviello (Biologo Nutrizionista)