echinacea

Quel che vedo nella natura è una struttura magnifica che possiamo capire solo molto imperfettamente, il che non può non riempire di umiltà qualsiasi persona razionale [Albert Einstein]

Con le prime foglie gialle di questo autunno, riprende la nostra rubrica sulle piante fitoterapiche.

La scelta di parlare dell’Echinacea è ben comprensibile e sicuramente attuale dal momento che la minaccia di virus vecchi e nuovi richiede alle nostre difese un grande sforzo sia fisico che psicologico.

Il nuovo coronavirus con il suo arrivo nel nostro Paese, ha occupato il nostro tempo, il nostro spazio, le nostre relazioni conquistando le prime pagine di giornali, telegiornali e siti web. È venuto a crearsi un contesto in continua evoluzione, che sfugge alla possibilità di essere controllato. È un contesto nuovo, poco familiare, in cui ognuno di noi si barcamena tra dati sovrapponibili e la circolazione incontrollata di fake news. Il disagio psicologico nasce soprattutto dalla condizione di sospensione del normale fluire della nostra vita: siamo in attesa, non sapendo con certezza quando questa finirà, di riprendere le nostre abitudini, i nostri progetti, la nostra quotidianità.

Potremmo definire questo nuovo virus impercettibile, invisibile e, per alcuni aspetti, imprevedibile in quanto è ancora in fase di studio. In questa situazione di incertezza, di continuo cambiamento e di attesa del ristabilirsi della normalità, siamo chiamati ad adattarci ad un nuovo ritmo di vita e a norme di comportamento atte alla prevenzione.

La medicina integrata riscopre il valore di estratti vegetali come quelli di Echinacea, pianta antivirale dagli effetti benefici riconosciuti per le vie respiratorie il cui uso è particolarmente indicato in questa stagione che precede raffreddori e influenza, sia a scopo preventivo e di rafforzamento del sistema immunitario, sia durante la malattia stessa, per la sua azione sui macrofagi e sui linfociti T.

Viene consigliata nelle malattie virali in genere così come nell’herpes, e nelle micosi. Per uso esterno, i vari componenti dell’Echinacea producono un effetto antinfiammatorio su pelli arrossate, ferite o ustionate; in campo cosmetico entra nella composizione di prodotti utili al trattamento delle rughe, delle smagliature e dell’acne.

Nel territorio degli Stati Uniti orientali vivono diverse specie del genere Echinacea, in cui sono comprese almeno tre specie significative, ed impiegate in campo farmaceutico: la Echinacea purpurea, la Echinacea angustifolia e la Echinacea pallida.

È una pianta erbacea perenne facente parte della famiglia delle Asteraceae (Composite) che fiorisce tra giugno e agosto. Il nome deriva dal greco echinos ovvero riccio, per la somiglianza a questo animale, della parte centrale del fiore della pianta, che presenta una serie di spine di colore rosso scuro.

In nord America viene chiamata “Elk Root” o “radice dell’alce” il cui nome deriva dal fatto che, secondo una credenza, gli indiani d’America abbiano appreso le sue virtù curative osservando gli alci che, quando malati o deperiti, la ricercavano per alimentarsi di questi fiori.

Storia

Al contrario di molte altre piante terapeutiche conosciute da tempo immemorabile l’uso dell’Echinacea venne rinvenuto dagli europei solo nel 1700, quando si scoprì essere utilizzata dalle comunità Pellerossa del Nord America a scopo curativo; allo stesso tempo, era considerata una pianta sacra. Si ritiene che ben 14 tribù Pellerossa utilizzassero l’Echinacea come rimedio contro i morsi di serpente e di insetti velenosi; in questi casi gli Sciamani indiani davano da masticare le foglie e le radici a chi era stato morso, mentre cercavano di eliminare il veleno dalla circolazione con l’incisione della cute; sulla ferita era poi applicata una poltiglia ottenuta dalle foglie e dalle radici della pianta fresca; in 2-3 giorni i sintomi dell’avvelenamento scomparivano. Per avere le prime notizie sull’introduzione dell’Echinacea nella medicina pratica bisogna aspettare il 1904 con J. U. Lloyd, infatti è proprio all’inizio del XX secolo che la tintura di Echinacea viene annoverata fra i medicinali più venduti in America, dove era raccomandata come terapia per le infezioni localizzate e sistemiche, per curare raffreddori e influenze, ma anche contro foruncoli, afta e ulcere varicose

L’echinacea, è una delle piante più studiate. Da quando è stata introdotta in Europa, agli inizi del secolo scorso, è stata oggetto di numerose ricerche scientifiche che hanno valutato, tra l’altro, l’efficacia dei vari tipi di estratti e di piante Studi successivi disponibili nelle banche dati internazionali come PubMed, hanno confermato che estratti di Echinacea sono in grado di dimezzare il rischio di infezioni ricorrenti delle vie respiratorie, come bronchiti, tonsilliti, faringiti, riducendo la durata dei sintomi e le complicazioni. Sembra poi che l’echinacea aiuti in particolare persone stressate, con basse difese immunitarie. In questi casi agirebbe anche come tonico adattogeno, aiutando l’organismo ad aumentare la resistenza alle malattie e migliorando le performance.

Droga

La commissione “E Tedesca” raccomanda l’utilizzo delle radici di E:pallida e delle parti aeree di E:Purpurea.

Principi attivi

Come in qualsiasi altro rimedio naturale la forza e le virtù di quest’ultimo non dipendono tanto da un singolo componente più efficace degli altri, ma piuttosto dall’energia che tutti insieme sviluppano, in maniera sinergica, così da interagire con il nostro organismo e modificare la nostra fisiologia in senso positivo, garantendo il miglioramento o il mantenimento dello stato di salute.

Nella radice e nel rizoma delle varie specie di Echinacea sono presenti, tra i principi attivi di rilievo, carboidrati (polisaccaridi, echinacina) composti fenolici derivati  dell’acido caffeico, cicorico, echinacoside.

Meccanismo di azione

Le proprietà immunostimolanti sembrano attribuite alla frazione polisaccaridica. È possibile che i polisaccaridi interagiscano con le cellule del sistema immunitario presenti sull’epitelio gastrointestinale in modo da attivare una risposta immunitaria sistemica. I polisaccaridi dell’Echinacea non stimolano tutte le cellule del sistema immunitario allo stesso modo. Le attività immunomodulanti sono da attribuire prevalentemente ai suoi effetti sulla fagocitosi. Tuttavia l’Echinacea possiede un lieve effetto sulle cellule T helper le quali producono citochine, sostanze in grado di controllare la risposta immunitaria, attivando i macrofagi che uccidono i microrganismi intracellulari, le cellule T citotossice e i Grossi Linfociti Cellulari (LGL) che riconoscono e uccidono le cellule infettate dai virus. L’Echinacea non modifica l’attività dei Linfociti B. Pertanto si ritiene che l’Echinacea agisca sulla parte non specifica del sistema immunitario ovvero sulla funzione fagocitaria.

Utilizzi e applicazioni

L’echinacea agisce su vari fronti. In primo luogo questa pianta ha effetti antivirali diretti su diversi tipi di virus che attaccano le vie respiratorie. Ricerche in vitro dimostrano per esempio che estratti di echinacea inibiscono la replicazione di virus del raffreddore e dell’influenza, modulano la produzione di citochine e altri mediatori dell’infiammazione. Infine, ha effetti antinfiammatori e analgesici. Vediamo ora come utilizzare al meglio le proprietà di questa pianta

USO INTERNO

DECOTTO: 1 cucchiaio raso di echinacea radici, 1 tazza d’acqua
Versare la radice sminuzzata nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo.

ESTRATTO SECCO 500-750 mg di estratto secco in capsule o compresse somministrate 2 volte al giorno lontano dai pasti, oppure 400mg una volta al giorno per prevenire stati influenzali

TINTURA MADRE: 30-40 gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti, oppure 30 gocce 1 volta al giorno per l’azione immunostimolante preventiva

Quando usare l’echinacea

L’echinacea è efficace soprattutto nella prevenzione delle infezioni delle vie respiratorie. Chi è soggetto a bronchiti, tonsilliti, influenze può seguire un trattamento di almeno tre settimane e dieci giorni di sospensione.

In caso di malattia si può utilizzare fin dai primi sintomi, assieme ai farmaci prescritti dal medico, eventualmente aumentando la posologia della stessa. Inoltre, l’echinacea, che migliora le difese delle mucose, è utile anche in caso di vaginiti e cistiti recidivanti, di herpes, afte e altri disturbi del cavo orale.

Forme d’uso

Con l’echinacea è possibile preparare un decotto mettendo a bagno a freddo un cucchiaio di radice ( 5 g circa) per ogni tazza d’acqua. Il preparato va quindi fatto bollire, coperto e a fuoco moderato per 10 minuti circa. Una volta filtrato, il decotto si utilizzata nella dose di tre tazze al dì in caso di infezioni. Se si vuole ottenere un effetto preventivo risulta più agevole l’uso della tintura madre, nella dose di 10-15 gocce al giorno, da aumentare fino a 30 per tre volte al giorno in caso di malattia. Esistono in commercio preparati per bambini a base di echinacea, spesso in associazione al propoli e alla vitamina C: anche per loro è possibile ottenere un’azione preventiva o curativa avendo cura di rispettare le diverse dosi.

Consigli

È possibile ottenere una pomata all’Echinacea anche in casa, mescolando 10 g di tintura madre e 90 g di crema base, fino ad ottenere un prodotto omogeneo.

Controindicazioni

La commissione E Tedesca riporta che l’Echinacea è controindicata in disturbi sistemici progressivi come ad esempio tubercolosi, sclerosi multipla, AIDS e altre malattie autoimmuni. Particolare cautela nei soggetti allergici alle Asteracee.

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Dott.ssa Anna Maria Micciarelli

Farmacista Erborista - Rimedi naturali

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