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Il fegato è l’organo responsabile del metabolismo di carboidrati, proteine, grassi, ormoni, mantiene l’equilibrio tra anabolismo e catabolismo, immagazzina parte del ferro e manda il resto al midollo per costruire nuovi eritrociti, filtra e depura il sangue proveniente dalla circolazione portale e mai come in questi giorni svolge una funzione importantissima soprattutto dopo le “abbuffate natalizie”, quella di disintossicare il nostro organismo. Il fegato infatti possiede nelle sua struttura una serie di sistemi enzimatici che intervengono in varie reazioni chimiche (idrolisi, ossidazione, riduzione) che permettono di eliminare dal nostro organismo tutte quelle sostanze nocive che si formano dal catabolismo degli alimenti o che vengono introdotte con gli alimenti stessi quali ad esempio additivi e conservanti. Quindi dopo queste festività la parola d’ordine è “disintossicarsi”. Ma come farlo? Fortunatamente la natura  viene in nostro aiuto perché esistono diverse piante da cui si ottengono rimedi fitoterapici che svolgono azione epatoprotettrice e detossicante e sarà mio compito in questo articolo descriverne qualcuno.

Le piante epatoprotettrici sono quelle piante che forniscono una protezione del fegato agli insulti  tossici, agiscono facilitando la riparazione dell’architettura epatica costituita dagli epatociti dopo l’esposizione del fegato a sostanze tossiche che lo hanno danneggiato; ma possono agire anche come antiossidanti preservando il parenchima epatico dall’azione distruttiva dei radicali liberi che si possono formare dal catabolismo degli alimenti o farmaci. Le piante detossicanti devono intendersi come agenti che influenzano la biotrasformazione epatica, aiutando a detossicare meglio e più velocemente composti tossici esogeni ed endogeni facilitando le reazioni enzimatiche che avvengono nel fegato.

Tra le piante più utilizzate in fitoterapia per queste funzioni possiamo citare:

Silybum marianum (Cardo Mariano): di questa pianta si utilizzano i frutti (semi) che contengono principalmente silimarina, possiede attività curativa con evidenze cliniche molto buone sulla steatosi epatica grassa non alcolica, sulla cirrosi epatica alcolica e collegata al diabete, sulla epatite virale C cronica e su quella acuta, ma trova utilizzo anche nella stipsi cronica da disfunzione epatica e nelle epatiti da farmaci e tossine come quella dell’Amanita Phalloides. Si somministra la mattina e la sera prima della cena per sfruttare la maggior attività epatica durante la notte, ma si può anche seguire lo schema classico delle tre dosi giornaliere prima dei pasti.

Cynara cardunculus (Carciofo Foglie): sono ricche di flavonoidi e di alcoli terpenici,  uno studio recente ha dimostrato che in soggetti con steatosi non alcolica dopo 2 mesi di trattamento con estratti di foglie di carciofo (per un totale di 2700 mg di estratto al giorno), migliorano gli enzimi epatici e abbassano trigliceridi e colesterolo totale. Trova impiego nella ipercolesterolemia, dispepsia da discinesia biliare, iperuricemia, iperlipidemia.  Per motivi prudenziali non vanno impiegati rimedi con carciofo in presenza di colelitiasi, occlusione del dotto biliare o delle vie biliari, colecistite settica, spasmi intestinali o blocco intestinale e  gravidanza.

Schisandra chinensis (Schisandra Frutti): l’estratto di schisandra e flavonoidi in essa contenuti hanno azione epatoprotettiva, aumentano il glutatione (sostanza detossicante per eccellenza) in caso di deplezione epatica, aumenta la capacità antiossidante del fegato e riduce i valori degli ossidanti e dei mediatori infiammatori ematici. Trova impiego nelle malattie epatiche acute e croniche, migliora la capacità detossicante del fegato, può dare disturbi intestinali non va utilizzata in gravidanza ed allattamento.

Curcuma longa (Curcuma): la curcumina e i curcuminoidi sono epatoprotettivi, antilipoperossidanti, chemiopreventivi della carcinogenesi per mezzo dell’alterazione dei processi di attivazione e/o detossicazione nel metabolismo carcinogenico, la curcumina inibisce alcune reazioni enzimatiche nel fegato che portano alla formazione di metaboliti potenzialmente cancerogeni ed esercita i suoi effetti antinfiammatori ed antiossidanti senza tossicità. Può causare defecazione frequente e fastidi gastrointestinale se assunta in eccesso,  è controindicata in caso di ulcera peptica, occlusione del dotto biliare e colelitiasi.

Taraxacum officinale (Tarassaco): si impiegano le radici e le foglie i suoi componenti principali (tarassacina, tarasserolo, fitosteroli, lattoni sesquiterpenici) hanno una marcata proprietà stimolatrice della secrezione biliare, fluidificano notevolmente il succo biliare influenzando positivamente l’attività del fegato hanno anche proprietà diuretiche, drenanti, ipocolesterolemizzanti, ipoglicemizzanti, digestive e depurative. E’ controindicato nei casi di occlusione delle vie biliari.

Questi rimedi fitoterapici citati in questo articolo sono solo una parte dei rimedi naturali che possiamo utilizzare per disintossicarci dagli eccessi alimentari, nella nostra Farmacia potete trovare sia integratori sia preparati galenici od erboristici che fanno al vostro caso, venite a trovarci troverete sempre un farmacista pronto ad ascoltarvi e a consigliarvi il rimedio più adatto alla vostra esigenza di salute. Gli integratori o i prodotti fitoterapici vanno sempre assunti correttamente in base alle situazioni cliniche personali ed in base ai farmaci che si assumono onde evitare interazioni o effetti dannosi, pertanto chiedete sempre consiglio al vostro medico o al farmacista di fiducia prima di utilizzare un prodotto fitoterapico.

Buon anno a tutti.

Dottor Franco Ciampaglia