raffreddore

Come ormai sappiamo, l’integrazione di vitamina D (vitamin D3, vitamin D2, o 25-hydroxyvitamin D (25[OH]D) è una costante con cui abbiamo imparato a convivere.

Nella mia esperienza di Farmacista e curioso lettore delle analisi del sangue altrui😊 ho riscontrato con enorme rarità la presenza di Vit D in dosaggi sufficienti o normali.

Le motivazioni precise non sono ancora chiare ma questa carenza diffusissima in tutte le fasce della popolazione potrebbe essere legata al nostro “stile di vita” alquanto discutibile, stile che prevede poco sole, poca aria, poco sport all’aperto e soprattutto tante ore passate all’interno dei luoghi di lavoro illuminati artificialmente.

La vitamina D necessita del sole, almeno 20 minuti al giorno in orari in cui il sole è forte, dovremmo esporci  facendo una passeggiata in maniche corte e pantaloncini per aumentare la superficie del corpo esposta ai raggi. Naturalmente c’è il problema del danno che il sole può causare alla pelle, ma questo è un altro capitolo…

Torniamo alla Vitamina D e scopriamone una importante caratteristica legata proprio a questo periodo in cui la prevenzione dovrebbe essere il nostro primo pensiero.

Una pubblicazione del 2017  in cui sono stati identificati 25 studi randomizzati controllati (in totale 11.321 partecipanti, di età compresa tra 0 e 95 anni) ha dato risultati positivi rispetto all’integrazione di VITAMINA D.

In questa revisione sistematica del 2017 si è visto che la supplementazione di vitamina D ha ridotto il rischio di infezione acuta del tratto respiratorio (ARI) tra tutti i partecipanti!

Nelle conclusioni si legge:

“L’integrazione di vitamina D è stata sicura e ha protetto dall’infezione acuta del tratto respiratorio in generale”.

E ancora:

“studi osservazionali hanno riferito che gli stati di carenza di vitamina D (sotto a 25 nmol/L) possono anche indipendentemente associarsi a un aumento del rischio di infezione acuta del tratto respiratorio”

In pratica chi è carente, e in larga misura lo è tutta la popolazione, è più a rischio di malattie che riguardano l’apparato respiratorio.

Lo studio riporta una nuova importante indicazione per la supplementazione di vitamina D, la prevenzione delle infezioni acute del tratto respiratorio:

“Si mostra anche che le persone che sono molto carenti di vitamina D e quelle che ricevono un’integrazione giornaliera o settimanale senza dosi aggiuntive in bolo hanno sperimentato un beneficio particolare. I nostri risultati si aggiungono al corpo di prove a sostegno dell’introduzione di misure di salute pubblica come la fortificazione degli alimenti per migliorare lo stato della vitamina D, in particolare in contesti in cui la profonda carenza di vitamina D è comune”.

A Marzo del 2021 è uscita una nuova revisione dei 25 studi randomizzati controllati (RCT) sulla supplementazione di vitamina D per la prevenzione delle infezioni respiratorie acute (ARI) che ha confermato la validità della supplementazione di Vitamina D nella prevenzione e trattamento delle infezioni respiratorie acute.

Il regime di dosaggio della vitamina D di maggior beneficio era giornaliero e utilizzava dosi standard (400-1000 UI) per un massimo di 12 mesi.

Sui dosaggi da utilizzare, la discussione è aperta e di sicuro in questo periodo molti addetti ai lavori stanno consigliando quantità maggiori; a proposito di questo prossimamente parleremo anche della vitamina K2, fondamentale in associazione alla D, anche se la quantità da assumere è dipendente dal dosaggio usato per l’integrazione della vitamina D.

Bene, se volete saperne ancora passate a trovarmi e naturalmente ricordate che da noi trovate sempre anche la versione “vegan” di ciò che vi serve 😉

Non fate da soli, non troppo, o comunque chiedete prima di mandare giù qualcosa 😊

A presto

Paolo